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André Guerrilla SPAM

Segnali di vita / 2
Noemi Vola

Segnali di vita / 2
Noemi Vola
1000 1333 André Guerrilla SPAM

Ho intercettato segnali di vita: tracce di nuovi e interessanti creatori. Loro sono intorno a noi, vivi e vegeti, occorre solo accorgersene e avvistarli. Con questa rubrica vi suggerisco artisti1 da esplorare (come si esplora ogni nuovo mondo), vi propongo nuove visioni, traiettorie anomale che sorpassano i soliti nomi. Pronti per il viaggio, apriamo nuove vie.

NOEMI VOLA

Una comune miopia nella visione del lavoro di Noemi Vola la vuole incasellata nel mondo dell’illustrazione, dentro confini netti che vanno dai libri per bambini alle grafiche per festival fino ai diari di scuola. Nulla di più parziale: a mio giudizio le opere veramente interessanti di Noemi stanno ai margini di tutto ciò, nei disegni spontanei a matita o pennarello, nei muri a spray delle fabbriche abbandonate, nelle micro sculture di pongo, nei pupazzi scuciti e riassemblati come dei frankestein-giocattolo.
Recentemente si è spinta oltre: ha preso le sue creazioni tridimensionali di pongo e le ha schiacciate, trasformando quelle figure simpatiche in inquietanti fantasmi. Tale gesto non è solo un esperimento ludico: è un affermazione di libertà e autonomia verso il mondo (e il mercato) dell’illustrazione che richiede sempre immagini “carine e presentabili”, ironiche ma non irriverenti, provocatorie ma mai sprezzanti, piacevoli e, ovviamente, vendibili. Noemi, con gesto rivoluzionario, distrugge i suoi pupazzi e con essi le aspettative altrui, affiancando al suo percorso editoriale riconosciuto un sentiero di esperimenti freschi in libertà.
Queste creazioni, considerate secondarie da pubblico e critica, svelano una complessità che manca ad altri tiepidi illustratori e mostrano un’artista a tutto tondo che produce anche illustrazioni, ma non solo. Noemi non disegna carta da parati ma racconti per immagini complesse, sarcastiche, divertenti, riflessive. Dagli insetti agli alieni, le sue creature vivono storie buffe e goffe, dense di imprevisti, sorprese, ma soprattutto inciampano in interrogativi: domande semplici o esistenziali che di riflesso sono poste a noi.
Un lombrico triste rimpiange di non essere nato elefante, delle margherite ubriache hanno sbalzi d’umore di gruppo, dei bruchi sperduti non sanno dove andare (ed è evidente che la strada smarrita è quella della loro esistenza). Noemi vuole farci immedesimare in loro perché, in fondo, i problemi di un fiore o di un insetto potrebbero essere anche i nostri. Tutto il suo lavoro è un invito alla comprensione di chi è diverso per cercare poi di capire noi stessi. E la comprensione è seguita dall’azione: occorre compiere una scelta, decidere da che parte stare. Noemi lo fa da sempre, nella sua vita privata e in quella di artista. Segue i suoi miti ribelli, dai Mumin a Pippi calzelunghe, e ci suggerisce di diventare come loro.

A seguire un breve galleria di immagini.
Per approfondire: www.noemivola.com

André Guerrilla SPAM
Membro del progetto Guerrilla Spam dal 2010. Oggi lavora nello spazio pubblico, in Italia e all'estero, con affissioni, muralismo, installazioni e performance. Tiene lezioni e workshop in scuole, accademie, comunità minorili, centri di accoglienza e carceri. Ha esposto in musei archeologici e musei d'arte moderna e contemporanea nazionali.

Segnali di vita / 1
Aero Solero

Segnali di vita / 1
Aero Solero
1004 698 André Guerrilla SPAM

Ho intercettato segnali di vita: tracce di nuovi e interessanti creatori. Loro sono intorno a noi, vivi e vegeti, occorre solo accorgersene e avvistarli. Con questa rubrica vi suggerisco artisti1 da esplorare (come si esplora ogni nuovo mondo), vi propongo nuove visioni, traiettorie anomale che sorpassano i soliti nomi. Pronti per il viaggio, apriamo nuove vie.

AERO SOLERO

Aero Solero è un silenzioso costruttore di universi. Occorrono sguardo acuto, pazienza e curiosità per comprendere i mondi che in questi anni ha materializzato su fogli, tavole e muri. Occorre anche molto tempo di visione (quindi prendetevelo) per capire lo spessore di questi mondi: sono stratificazioni di segni che compongono costellazioni. Ho sempre pensato che osservare i disegni di Aero Solero sia un po’ come osservare la volta celeste. I suoi punti sono distesi sul foglio piatto ma hanno diverse intensità e “distanze” proprio come le stelle sulle nostre teste.
Aero Solero lavora quotidianamente ai suoi universi. Li costruisce segno dopo segno, minuziosamente, lasciandoli espandere in modo spontaneo; alcune volte s’interrompe e riprende il lavoro nei giorni seguenti. Niente bozzetti o linee guida, le composizioni nascono da un primo punto che, come un motore immobile, genera nuove galassie in grado di espandersi e restringersi autonomamente sino a uno stato finale di equilibrio.
Questi mondi sono conservati in raccoglitori che mostra di rado: pochissime persone li hanno potuti sfogliare, restano nella sua stanza, in una piccola collezione di universi che chissà se mai deciderà di mostrare al pubblico.
Ad uno sguardo superficiale, la ricerca di Aero Solero s’inserisce in una scia ben precisa che va dall’espressionismo astratto al post-graffitismo, strada ampiamente percorsa da tanti negli ultimi anni, ma ad un’osservazione attenta si comprende che il suo percorso è del tutto anomalo, personale e non confrontabile: passa dai piccoli disegni a matita alle installazioni tridimensionali, dai dipinti a spray sfocati alle nette composizioni digitali. Salta con libertà da un filone all’altro, ci illude di seguire una strada ma poi, di colpo, la abbandona per un’altra.
Con questo volo irregolare prosegue la sua ricerca, senza fare rumore o produrre clamori, come tutte le cose preziose che prendono forma in silenzio mentre pochi se ne accorgono.

Il processo creativo di Aero Solero può essere intuito dal video “tratti-dis-tratti” (Sergio Pontillo, 2021).

A seguire una selezione di immagini.

Per approfondire -> Aero Solero

André Guerrilla SPAM
Membro del progetto Guerrilla Spam dal 2010. Oggi lavora nello spazio pubblico, in Italia e all'estero, con affissioni, muralismo, installazioni e performance. Tiene lezioni e workshop in scuole, accademie, comunità minorili, centri di accoglienza e carceri. Ha esposto in musei archeologici e musei d'arte moderna e contemporanea nazionali.

NO

NO 1080 716 André Guerrilla SPAM

Inizio a scrivere dicendo “NO”. In realtà è un inizio propositivo, che nel suo negare qualcosa intende promuovere altro. Consapevole della parzialità del mio parere, voglio fare un elenco di cose che, nell’ambito del dipingere in strada, non tollero più.

L’elenco si riferisce in particolare al mestiere del muralista, cioè di colui che, con una commissione pubblica o privata, dipinge un muro di una città. La mia invettiva non nasce oggi e di certo non si concluderà domani; sono rassegnato al fatto di dover ancora, ancora e ancora, ripetere questa lista di “NO”, occasione dopo occasione, ribadendo a infinite persone in infiniti contesti questi stessi motivi. Non importa, va bene così, continuerò a farlo con l’auspicio che tanti altri, amici e colleghi, si uniranno a me nel dire “NO”. Cominciamo.

1. Un artista non deve essere pagato in “visibilità”.
Non occorre particolare acume per comprendere che la strada, in quanto spazio pubblico, garantisce di per sé visibilità. Promettere visibilità a un muralista è come offrire mele a un fruttivendolo. Quindi, se vi offrono una sorprendente visibilità, invece che pagarvi, dovete dire “NO”.

2. Un artista non deve essere pagato meno di un imbianchino.
Non che il lavoro del pittore valga di più, ogni mestiere ha la sua dignità; tuttavia il muralista, oltre al fondo, dipinge “altro” sopra. Sarebbe come andare in pizzeria e pagare una pizza farcita meno di una margherita. Ma incredibilmente, spesso, questo accade: i muralisti sono pagati meno degli imbianchini perché, si sa, loro lo fanno per passione (!). Capita così di dipingere facciate pagati 3 o 4 euro al metro quadro, quando un imbianchino ne prenderebbe minimo 10. Se quindi vi propongono un tale contratto ricordate ai vostri committenti quanto gli costerebbe un imbianchino e poi ditegli “NO”.

3. Un artista non deve essere scelto in base al preventivo di un lavoro.
State scegliendo un impresa di pulizie? No! Il lavoro artistico certamente non si valuta con un preventivo economico al ribasso, a chi offre di meno. Dovrebbe questo essere l’ultimo dei criteri di valutazione, perché il lavoro intellettuale e materiale di un artista si calcola secondo parametri ben più complessi. Se vi chiedono un preventivo specificando che vincerà il più basso, rispondete “NO”.

4. Un artista non deve essere obbligato a presentare il bozzetto (perlomeno, non deve essere questo un criterio essenziale per essere scelto).
Il bozzetto può aiutare a capire le possibilità di quel che si dovrà realizzare, tuttavia sarebbe professionale scegliere un artista in base al corpus dei suoi lavori precedenti, al suo stile, al suo modo di relazionarsi in un contesto e alla sua progettualità. Quello tra artista e committente è un rapporto delicato di fiducia che, presentando un bozzetto, viene stroncato in partenza (va aggiunto che spesso molti committenti non sanno comprendere i bozzetti degli artisti, quindi tale mossa si rivela persino inutile). Se vi chiedono obbligatoriamente un bozzetto prima di affidarvi un lavoro rispondete “NO, guardatevi il mio portfolio”.

5. Un artista non deve essere scelto da una giuria popolare.
Lo so che piace tanto fare questi contest online in cui vince chi prende più voti, oppure quelle sfide tra artisti in cui gli abitanti del quartiere votano il migliore. Queste gare, che siano cyber o paesane, sviliscono la professionalità dell’artista e quella di tutti coloro che studiano o fanno ricerca in tale ambito.
Un esempio facile: quando viene l’idraulico a casa vostra vi mettete a disquisire su quali tubi e guarnizioni debba usare? Non credo, al massimo gli offrite un caffè e aspettate che finisca. Questo perché si presume conosca il mestiere meglio di voi, che di tubi e guarnizioni non sapete niente. È il meccanismo di fiducia nella professionalità altrui, accompagnato dalla consapevolezza della propria incompetenza in un certo ambito. Ecco, questo accade ovunque, meno che in ambito artistico. Di arte tutti parlano, giudicano e disquisiscono, perché, si sa, il “gusto è soggettivo”. Ottimo. Questo finché decidete il colore del vostro divano, ma non se si realizza un’opera pubblica. Per tali cose esistono professionisti che, dopo aver studiato anni, dovrebbero essere in grado di compiere scelte complesse, meglio di una giuria popolare alla Sanremo.
Per questo, le giurie popolari umiliano il mestiere dell’artista. Occorre dare fiducia a chi “sa”, affidarsi ad un esperto d’arte come ci si affida all’idraulico.
Riconoscere la professionalità altrui è il primo passo per migliorare la condizione di artisti, studiosi o ricercatori d’arte di ogni genere. È il primo passo per non indire una giuria popolare, per non farne parte e per non essere giudicati da essa. Se vi comunicheranno quindi che il vostro lavoro è valutato da una giuria popolare, social o in carne e ossa che sia, ditegli pure “NO”. E questa volta arrabbiatevi.

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